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news del 06 gennaio 2008

MALPENSA: Saccheggio barbarico: via 45 rotte in due mesi
 
 
Malpensa - Lo smantellamento di Malpensa, benché Alitalia di fatto non sia stata ancora venduta ad AirFrance, è già cominciato. La notizia era rimbalzata, nell’incertezza più totale, già nei giorni scorsi, quando alcuni passeggeri abituali avevano denunciato che non era più possibile prenotazioni via internet il solito volo. Pur mancando annunci ufficiali, dunque, il trasloco da Malpensa della compagnia di bandiera si è già messo in moto. A fari spenti.
Ma se i segnali di questi giorni confermano che si va nella direzione del piano industriale di Alitalia, che come hanno ammesso i vertici di AirFrance ricalca «nella sostanza» il piano parigino, ciò significa che le previsioni peggiori stanno per avverarsi. Quanto peggiori è presto detto: Malpensa perderà 45 rotte, 17 o 14 delle quali (su questo le indiscrezioni divergono) intercontinentali. In pratica, un’ecatombe.
A sparire saranno i collegamenti più importanti: quelli con Londra, Madrid, Francoforte, Osaka, Delhi, Chicago, Boston, Toronto, Caracas, Shanghai e Buenos Aires. Ma nel pacchetto dei tagli ci sono anche numerosissime rotte interne se è vero che, tra gli altri, verranno soppressi anche i voli per Genova, Firenze, Bologna, Ancona, Perugia e Bolzano.
Lo smantellamento sarà attuato in due fasi: la prima a gennaio, la seconda a marzo. Nei prossimi giorni dovrebbe essere cancellato un primo pacchetto di 7 tratte: due per l´Italia - Genova e Firenze - quattro per l´est Europa (Sarajevo, Timisoara, Skopje e Craiova) e il volo per Shanghai. Il colpo di scure, però, si abbatterà tra due mesi, quando Alitalia cancellerà altri 18 voli intercontinentali e i collegamenti con Bologna, Ancona, Perugia e Bolzano. Per quanto riguarda le tratte internazionali se ne salveranno certamente solo tre, quelle ritenute «redditizie» sia da Prato che da Air France, cioé Tokyo, New York e San Paolo.
Per tutte le altre destinazioni i viaggiatori del Nord che vorranno rimanere clienti di Alitalia dovranno recarsi a Roma o a Parigi.
La perdita di 45 rotte naturalmente avrà un impatto economico e occupazionale molto forte sullo scalo e, di riflesso, sull’industria del cosiddetto indotto. C’è chi parla di 3mila posti a rischio solo nell’aeroporto ma corrono previsioni ancora più catastrofiche, soprattutto se si allarga lo sguardo a tutto quel patrimonio di attività sorte a latere dell’hub. Le istituzioni lombarde hanno già lanciato il grido d’allarme, chiedendo al Governo per i disoccupati di Malpensa quantomeno lo stesso trattamento che verrà riservato agli appiedati di Alitalia. Il Sindaco Moratti, il Governatore Formigoni e il presidente della Provincia di Varese Reguzzoni pretendono che lo Stato garantisca ammortizzatori sociali che leniscano almeno in parte la violenta ferita sociale inferta. Ma per tamponare l’emorragia ci vorrà ben altro.
A.Mon.

 

[Data pubblicazione: 06/01/2008]

 

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