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MALPENSA:
Saccheggio
barbarico:
via 45 rotte
in due mesi
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Malpensa -
Lo
smantellamento
di Malpensa,
benché
Alitalia di
fatto non
sia stata
ancora
venduta ad
AirFrance, è
già
cominciato.
La notizia
era
rimbalzata,
nell’incertezza
più totale,
già nei
giorni
scorsi,
quando
alcuni
passeggeri
abituali
avevano
denunciato
che non era
più
possibile
prenotazioni
via internet
il solito
volo. Pur
mancando
annunci
ufficiali,
dunque, il
trasloco da
Malpensa
della
compagnia di
bandiera si
è già messo
in moto. A
fari spenti.
Ma se i
segnali di
questi
giorni
confermano
che si va
nella
direzione
del piano
industriale
di Alitalia,
che come
hanno
ammesso i
vertici di
AirFrance
ricalca
«nella
sostanza» il
piano
parigino,
ciò
significa
che le
previsioni
peggiori
stanno per
avverarsi.
Quanto
peggiori è
presto
detto:
Malpensa
perderà 45
rotte, 17 o
14 delle
quali (su
questo le
indiscrezioni
divergono)
intercontinentali.
In pratica,
un’ecatombe.
A sparire
saranno i
collegamenti
più
importanti:
quelli con
Londra,
Madrid,
Francoforte,
Osaka,
Delhi,
Chicago,
Boston,
Toronto,
Caracas,
Shanghai e
Buenos
Aires. Ma
nel
pacchetto
dei tagli ci
sono anche
numerosissime
rotte
interne se è
vero che,
tra gli
altri,
verranno
soppressi
anche i voli
per Genova,
Firenze,
Bologna,
Ancona,
Perugia e
Bolzano.
Lo
smantellamento
sarà attuato
in due fasi:
la prima a
gennaio, la
seconda a
marzo. Nei
prossimi
giorni
dovrebbe
essere
cancellato
un primo
pacchetto di
7 tratte:
due per
l´Italia -
Genova e
Firenze -
quattro per
l´est Europa
(Sarajevo,
Timisoara,
Skopje e
Craiova) e
il volo per
Shanghai. Il
colpo di
scure, però,
si abbatterà
tra due
mesi, quando
Alitalia
cancellerà
altri 18
voli
intercontinentali
e i
collegamenti
con Bologna,
Ancona,
Perugia e
Bolzano. Per
quanto
riguarda le
tratte
internazionali
se ne
salveranno
certamente
solo tre,
quelle
ritenute
«redditizie»
sia da Prato
che da Air
France, cioé
Tokyo, New
York e San
Paolo.
Per tutte le
altre
destinazioni
i
viaggiatori
del Nord che
vorranno
rimanere
clienti di
Alitalia
dovranno
recarsi a
Roma o a
Parigi.
La perdita
di 45 rotte
naturalmente
avrà un
impatto
economico e
occupazionale
molto forte
sullo scalo
e, di
riflesso,
sull’industria
del
cosiddetto
indotto. C’è
chi parla di
3mila posti
a rischio
solo
nell’aeroporto
ma corrono
previsioni
ancora più
catastrofiche,
soprattutto
se si
allarga lo
sguardo a
tutto quel
patrimonio
di attività
sorte a
latere dell’hub.
Le
istituzioni
lombarde
hanno già
lanciato il
grido
d’allarme,
chiedendo al
Governo per
i
disoccupati
di Malpensa
quantomeno
lo stesso
trattamento
che verrà
riservato
agli
appiedati di
Alitalia. Il
Sindaco
Moratti, il
Governatore
Formigoni e
il
presidente
della
Provincia di
Varese
Reguzzoni
pretendono
che lo Stato
garantisca
ammortizzatori
sociali che
leniscano
almeno in
parte la
violenta
ferita
sociale
inferta. Ma
per
tamponare
l’emorragia
ci vorrà ben
altro.
A.Mon.
[Data
pubblicazione:
06/01/2008]
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domenica 30 marzo 2008 |
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