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news del 08 dicembre 2007 |
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Sindaci con la
gente. Lo Stato con
il delinquente"
L’urlo dei Bergamaschi che si
ribellano |
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Bergamo - «I nostri
sindaci con la
gente. Lo Stato con
il delinquente». Lo
striscione esposto
dai Giovani Padani
di Bergamo e dalla
segreteria
provinciale di
Bergamo, sotto le
finestre della
Prefettura,
fotografa e
sintetizza
perfettamente lo
stato d’animo con
cui centinaia di
cittadini e di
sostenitori e
militanti della Lega
Nord sono scesi in
piazza ieri mattina
per dare la propria
solidarietà al
borgomastro padano
di Caravaggio,
Giuseppe Prevedini,
attaccato dal
Prefetto di Bergamo
per la sua ordinanza
che vieta i
matrimoni agli
immigrati
irregolari.
Tanta gente comune,
la base della Lega e
molti amministratori
locali, oltre allo
stato maggiore del
Carroccio, presente
con il segretario
Umberto Bossi, il
coordinatore Roberto
Calderoli, il
capogruppo dei
senatori Roberto
Castelli, il numero
uno del Sindacato
padano Rosi Mauro,
gli europarlamentari
Mario Borghezio e
Francesco Speroni,
una folta
delegazione di
parlamentari, tra
cui il veronese
Federico Bricolo
(«Porto la
solidarietà e la
vicinanza del popolo
veneto a Prevedini»),
il lodigiano Andrea
Gibelli, il
bresciano Davide
Caparini, i deputati
e senatori
bergamaschi (Ettore
Pirovano, Carolina
Lussana e Giacomo
Stucchi) e quasi
tutti i consiglieri
regionali lombardi,
oltre all’assessore
Davide Boni. «E’
venuta tantissima
gente, un bel
segnale, ma
onestamente me
l’aspettavo perché
la Lega quando viene
attaccato uno dei
suoi risponde sempre
così, non lo
abbandona e fa
quadrato intorno a
lui», commenta
soddisfatto il
sindaco di
Caravaggio,
Prevedini (che
avverte: «Il
prefetto ha
minacciato di
sciogliere il
consiglio comunale,
faccia pure: siamo
stati eletti con il
64% dei voti, vorrà
dire che la prossima
volta saremo eletti
con il 128%»),
attorniato da un
nutrito drappello di
borgomastri padani
con i loro
gonfaloni.
I comizi sono rapidi
e sintetici, il
segretario
provinciale
bergamasco Cristian
Invernizzi ricorda a
Prevedini che «non
siete solo in 43
sindaci a combattere
questa battaglia,
con voi c’è tutta la
Lega». Roberto
Castelli, invece, si
prende un impegno
solenne. «Chi mi
conosce sa bene che
mantengo sempre le
mie promesse, ebbene
vi prometto, a nome
del movimento, che
andremo fino in
fondo. Abbiamo
l’arma della
democrazia e le armi
giuridiche.
Ricorreremo anche in
Europa, se sarà
necessario. Useremo
tutte le armi in
nostro possesso,
auspicando di poter
far capire ad Amato
che sta andando in
una polveriera con
un fiammifero
acceso. Evidente che
l’ordine al prefetto
è arrivato da Roma
ladrona. E per
questo dobbiamo
ringraziare Amato».
Per l’ex
Guardasigilli questa
manifestazione di
protesta, a cui
hanno presenziato
tanti cittadini e
amministratori
locali, potrebbe
rappresentare «una
data storica. Chissà
che questa data non
venga ricordata in
futuro per il
risveglio della
coscienza del popolo
padano».
10 immagini
dell'evento |
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domenica 30 marzo 2008 |
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